Materie prime in calo, analisti spaesati ma il petrolio potrebbe essere pronto per ripartire

Sul fatto che negli ultimi tempi le quotazioni delle materie prime stiano colando a picco non c’è dubbio il problema è capire il perché. Gli analisti infatti stanno interpretando il fenomeno in maniera contraddittoria e ognuno sta seguendo una propria teoria.

materie prime in caloL’incertezza, ad ogni modo, è tanta e a dimostrarlo sono le continue ricerche da parte degli addetti ai lavori di notizie relative al petrolio. Una ricerca frenetica iniziata la scorsa settimana quando il contratto Wti petrolio è sceso sotto i 44 dollari al barile. Molto male è andata anche la quotazione del Brent con l’asset che è arrivato fino a 50 dollari al barile.

Lo stesso è accaduto per il rame e per la materia prima più sicura in assoluto, l’oro, scivolata fino a 1125$ l’oncia. Quanto al petrolio, il calo improvviso potrebbe essere dovuto al fatto che l’economia mondiale è fortemente precaria. Si attendono prese di posizioni forti da Trump che ha promesso una forte inversione di tendenza ma per il momento nulla di concreto è stato fatto.

Ci sono poi i movimenti delle banche centrali che stanno letteralmente manipolando le quotazioni nell’ambito di una strategia tesa ed evitare la cosa agli sportelli. Più in generale si potrebbe affermare che  gli investitori non si fidino più dei Tweet o delle dichiarazioni estemporanee del neo eletto presidente degli stati uniti e che stiano vivendo un momento di forte timore al quale è stata conseguente una contrazione del mercato con crolli anche delle materie prime.

I preannunciati provvedimenti economici tardano ad arrivare e in questo clima di incertezza pochi hanno il coraggio di investire. Ci sono poi altre motivazioni di carattere più concreto alla base delle quotazioni del petrolio. L’offerta, infatti, resta eccessiva nonostante i tanti accordi e compromessi tra i paesi dell’Opec ma la domanda stenta a decollare.

Il prezzo del petrolio e lo stato di salute dell’intera economia mondiale sembrano insomma strettamente connessi. A dare una forte scossa al mercato, potrebbe essere la notizia di una carenza delle scorte statunitensi di greggio. Ma non solo l’agenzia Reuters ha segnalato in particolare che per la prima volta da gennaio l’Arabia Saudita ha iniziato a ridurre i volumi delle forniture anche ai clienti asiatici (e non solo a quelli europei e statunitensi).

E queste potrebbero essere novità interessanti per le quotazioni dell’immediato futuro. Gli investitori, del resto, non aspettano che un segnale per ridare vitalità a un mercato che mai come in questo ultimo periodo era stato incerto e fluttuante.

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