Borse europee verso chiusura natalizia positiva

Settimana debole per le borse europeeLe piazze finanziarie europee si avvicinano al lungo ponte (Milano chiuderà dal 24 al 28 dicembre, complice una favorevole combinazione di giornate festive) con tiepido ottimismo, figlio della volontà di mitigare le brutte notizie delle scorse settimane e, probabilmente, di un rimbalzo tecnico che era in parte atteso.

Ad ogni modo, la ventata di tiepido ottimismo di cui si è appena detto non dovrà portare in secondo piano i tanti aspetti aleatori che riguardano la Borsa italiana con, in primis, l’approvazione definitiva della legge di Stabilità, e i due decreti attuativi (i primi) del Jobs Act. Occhi aperti anche al calendario macroeconomico, che nelle prossime ore proporrà diversi elementi di interesse (salari tedeschi, fiducia economica euro, fiducia consumatori euro, e così via). In ogni caso, considerato che – complessivamente – gli elementi determinanti sembrano essere piuttosto scarni, almeno per la settimana non ci attendiamo grandi rivoluzioni indotte dalle analisi macroeconomiche.

Insomma, salvo cattive sorprese, i giorni a seguire dovrebbero essere piacevolmente tenui sul fronte delle piazze finanziarie, con il clima sui mercati che rimarrà positivo. Nessuna novità tangibile dovrebbe riguardare lo spread (attualmente sotto quota 135 punti base per quanto attiene il differenziale tra i Btp decennali italiani – che oggi rendono meno del 2%, vicini al minimo storico – e l’equivalente tedesco. Per quanto concerne il fronte valutario, euro in leggero rialzo nei confronti del dollaro, con la moneta unica scambiata intorno a 1,226 nei confronti della valuta verde.

Cresce inoltre l’attesa per cercare di capire quale potrà essere l’evoluzione assunta da due delle commodities maggiormente in crisi: l’oro e il petrolio. Entrambi i beni hanno oggi quotazioni estremamente basse rispetto ai loro recenti storici. Quotazioni che da una parte potrebbero essere bene accette, ma che alla lunga corrono il rischio di essere controproducenti per quegli stessi mercati che dovrebbero beneficiarne.

In ogni caso, almeno per quanto concerne l’oro, la situazione attuale non dovrebbe perdere a lungo: le quotazioni del lingotto dovrebbero crescere a partire dal 2015. Salvo, naturalmente, sconvolgimenti imprevedibili in questo indecifrabile contesto.

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