Cosa sono le azioni di risparmio

Oltre che le comuni azioni ordinarie, è possibile partecipare al “destino” di una società anche attraverso le azioni di risparmio. Ma cosa sono tali azioni? E perchè alcuni investitori le preferiscono rispetto a quelle ordinarie? Quali sono i vantaggi che possono garantire? E, ancora, quali sono i diritti di cui sono private?

Azioni ordinarie e di risparmio

Per rispondere ordinatamente alle domande di cui sopra, iniziamo con il ricordare che l’azione di risparmio è uno strumento che può essere emesso solamente da società quotate nei mercati regolamentati. E ricordiamo altresì che le azioni di risparmio si differenziano da quelle ordinarie per due caratteristiche di fondo: si tratta di azioni prive del diritto di voto in assemblea ordinaria e straordinaria (ma non, naturalmente, nelle assemblee degli azionisti di risparmio) e si tratta di azioni che possono fornire un dividendo maggiorato rispetto all’azionista ordinario.

Più dividendi, meno diritti amministrativi

Da quanto sopra dovrebbe essere già chiaro che coloro che acquistano azioni di risparmio puntano principalmente all’aspetto economico, e meno all’effettiva partecipazione alla vita societaria. In altri termini, chi acquista generalmente azioni di risparmio è tipicamente un cassettista che punta a disporre di un dividendo maggiorato ogni anno, piuttosto che intervenire nelle dinamiche della gestione aziendale.

Perchè esistono le azioni di risparmio?

Sempre sulla base di quanto annunciato in precedenza, dovrebbe essere palese quale è stato il motivo che ha indotto il legislatore a prevedere per la prima volta (nel 1974) la possibilità di investire nelle azioni di risparmio. Conferendo maggiori vantaggi di natura economica in tale categoria di strumenti partecipativi, l’obiettivo del legislatore era quello di incentivare l’investimento nei titoli azionari, offrendo ai risparmiatori un titolo che rispondesse all’esigenza di un maggior ritorno economico, a fronte del consueto disinteresse alla vita amministrativa societaria (che contraddistingue una gran parte dei risparmiatori). In questo modo, si attua tuttavia una distinzione sensibile tra gli azionisti imprenditori” (cioè, i titolari di azioni ordinarie) e gli azionisti risparmiatori” (cioè, i titolari di azioni di risparmio).

Azioni di risparmio, alle società il diritto di stabilire le regole

La borsa di Mialno chiude in positivoTrattandosi di azioni facoltativamente emesse dalla società, ricordava il sito www.startborsa.com, spetta alla stessa società cercare di disciplinarne le caratteristiche. In particolare, l’art. 145 TUF afferma che è l’atto costitutivo societario a determinare il contenuto del privilegio, le condizioni, i limiti, le modalità e i termini per il suo esercizio. La società stabilisce inoltre i diritti che spettano agli azionisti di risparmio nell’ipotesi di esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie o di risparmio.

Ad ogni modo, sebbene ogni società sia libera di stabilire regole differenti volta per volta, alle azioni di risparmio è prassi che venga assegnato – nell’ipotesi di distribuzione degli utili – un dividendo minimo annuo che viene calcolato in percentuale sul valore nominale, e uno scarto minimo sul dividendo delle azioni ordinarie in caso di rimborso del capitale.

Viene invece affermato in maniera omogenea il funzionamento dei diritti amministrativi. A fronte di un vantaggio patrimoniale, in altri termini, le azioni di risparmio sono prive di ogni diritto di voto nelle assemblee ordinarie e nelle assemblee straordinarie, senza per questo precludere al possessore la qualifica di socio a tutti gli effetti. Il socio potrà tuttavia partecipare alle sole assemblee speciali dei possessori di azioni di risparmio, che vengono costituite per la tutela dei diritti della categoria.

Infine, ricordiamo come la legge preveda anche alcune limitazioni all’emissione di tali strumenti azionari: il loro ammontare complessivo, nel dettaglio, non può superare il 50% del capitale azionario. La finalità del legislatore, anche in questo caso, è abbastanza intuibile: voler limitare il potere degli azionisti ordinari, che altrimenti potrebbero controllare facilmente la società, pur essendo titolari di una bassa percentuale del capitale.

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