Listini europei, chiusura in leggero rialzo

I listini europei hanno chiuso la scorsa settimana con una prestazione di lieve rialzo, pur con volumi non certo esaltanti, valutato anche che nel giorno successivo al Thanksgiving americano Wall Street ha chiuso con tre ore di anticipo.

listini europeiAl di là di ciò, nella giornata di venerdì Milano parte bene per poi perdere buona parte del guadagno nel pomeriggio, e chiudere così in rialzo dello 0,08% nonostante il boom di Mediaset (+ 4,09%) e delle banche (+1,06% l’indice di settore). In particolare, Mediaset sale grazie alle ipotesi di accelerazione per poter arrivare a un accordo con Tim – Vivendi mediante CanalPlus, sui contenuti televisivi.

Le banche invece crescono grazie alle ex popolari, che riescono a trascinare i titoli di credito dopo che l’europarlamentare social democratico tedesco Peter Simon ha avanzato la proposta di prevenire ripercussioni sui coefficienti patrimoniali delle banche quando cedono grandi pacchetti di Npl.

Nel resto d’Europa, Londra perde lo 0,1%, Francoforte cresce dello 0,39%, Parigi dello 0,2%. Lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi si allarga a 1048 punti base, l’euro cresce sopra quota 1,19 dollari per la prima volta da settembre.

Passando alle commodity, petrolio nuovamente in crescita quando manca meno di una settimana all’evento del vertice OPEC di Vienna, all’interno del quale dovrebbe aver luogo il prolungamento dei tagli alla produzione. Il future sul Wti scambia con scadenza a gennaio 2018 58,72 dollari al barile, in incremento di oltre un punto percentuale, mentre il Brent scambia poco mosso a 63,6 dollari.

Secondo quanto ribadisce Bloomberg Tv, Opec e Russia avrebbero delineato un’intesa per poter estendere i tagli delle forniture di petrolio: una voce che sembra trovare conferma da più parti (ma non da quelle ufficiali) e che potrebbe garantire un discreto riequilibrio anche per il prossimo anno, un esercizio piuttosto importante considerate le quotazioni del fondo sovrano arabo e le elezioni in Russia. L’accordo verrà comunque discusso a Vienna solamente il prossimo 30 novembre.

Per quanto concerne gli altri asset delle materie prime, oro poco mosso a 1.288 dollari l’oncia alla chiusura dei mercati europei.

Leave a Reply