Borse, il Russiagate appesantisce i mercati

I listini azionari internazionali partono bene ma chiudono male. È questo – in estrema sintesi – quanto accaduto nel corso della giornata di venerdì, cominciata con il piede giusto ma affossata dall’accentuarsi dello scandalo Russiagate, che ha condotto Milano a perdere l’1,17%, Londra a cedere lo 0,36%, Francoforte a contrarsi dell’1,25% e Parigi a scivolare dell’1,0$. Male, naturalmente, anche le piazze americane, con Dow Jones, Nadsaq e S&P500 che lasciano sul terreno punti preziosi.

borse russiagatePer quanto concerne in particolar modo le piazze del vecchio Continente, tra i fattori endogeni di maggiore rilievo si segnala che sul fronte macro europeo l’indice finale Pmi del settore manifatturiero dell’Eurozona – come rilevato da Ihs Markit – è cresciuto a novembre 60,1 punti, per il secondo valore più alto della storia (secondo solamente all’aprile di 17 anni fa).

Anche il dato della sola Italia risulta essere positivo, con una buona espansione a 58,3 punti (qualsiasi dato sopra i 50 segna un trend di soddisfazione), ai massimi livelli dal 2011 a questa parte. Sempre per l’Italia, si annovera che l’Istat ha tracciato una crescita dello 0,4% del Pil italiano nel terzo trimestre, con un’accelerazione rispetto al secondo periodo dell’anno, ma un calo di 10 punti base rispetto alla prima stima.

Per quanto attiene gli altri mercati, sul Forex l’euro è in rialzo a 1,1920 dollari, mentre la sterlina è stabile a 1,3522 dollari. Sulle materie prime, il petrolio è tornato a crescere nel pomeriggio dopo l’intesa tra OPEC e non OPEC per il prolungamento dei tagli alla produzione fino alla fine del 2018. Adesso i contratti future sul Wti vengono scambiati a 58,52 dollari, in crescita di quasi 2 punti percentuali, mentre quelli sul Brent crescono del 2,06% a 63,92 dollari. Approfittando di una tiepida debolezza del dollaro, l’oro ha guadagnato terreno, accumulano quasi un punto percentuale a 1.281 dollari l’oncia.

L’attenzione della settimana entrante si sposterà intuibilmente nell’esaminare che cosa accadrà in orbita Russiagate e, ulteriormente, nel comprendere quali saranno le tappe di avvicinamento al FOMC di dicembre.

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