Borse contrastate, cresce l’attesa per il rialzo tassi Fed

Le Borse internazionali chiudono contrastate in una settimana fortemente contraddistinta da alti e bassi. A influenzare i mercati finanziari sono le crescenti attese, dall’altra parte dell’Oceano, dell’incremento dei tassi di interesse di riferimento da parte della Federal Reserve nella riunione di metà dicembre: le probabilità misurate dai future sui Fed Funds sono attualmente pari al 72%, in lenta e costante crescita.

Settimana di borsa sotto il segno di DraghiDa questa parte dell’Atlantico, invece, si attendono le mosse di inizio dicembre della Banca Centrale Europea di Mario Draghi, che il 3 dicembre potrebbe varare un rafforzamento del quantitative easing: dalla pubblicazione delle minute dell’ultimo incontro è emerso come diversi banchieri centrali siano preoccupati da un’inflazione molto bassa e, dunque, le pressioni deflazionistiche potrebbero favorire la probabile presa di posizione da parte dell’istituto monetario.

Per quanto concerne il fronte valutario, continua l’epoca del forte dollaro, con l’euro che scende sotto quota 1,06 dollari. Spread stabile in area 100 punti base, mentre il rendimento dei Btp decennali sul mercato secondario è sceso all’1,48 per cento. Tra le commodities, soglia dei 40 dollari al barile le quotazioni del petrolio a New York, con contratti sul greggio Wti con scadenza a dicembre in ripresa di 2 centesimi a 40,45 dollari per barile. Più forte il rialzo del Brent, che sale di 14 centesimi a 44,3 dollari. Sempre in ambito commodities, oro in lieve rimbalzo da livelli minimi degli ultimi cinque anni, ben sotto la soglia dei 1.100 dollari l’oncia (1.085 dollari l’oncia).

Tornando a Piazza Affari, FTSE MIB in calo dello 0,23%. Tra i titoli in maggior spolvero, buone le prestazioni di Finmeccanica, + 2,49% a 13,56 euro, e FCA, + 2,34% a 13,10 euro, ancora sulla scia dei buoni risultati del mercato auto, e dei brand del gruppo Lingotto. Negativo il settore bancario: scivola del 2,08% Unicredit a quota 5,41 euro. Male anche l’altra big del listino, Intesa Sanpaolo (- 1,27% a 3,11 euro), Banca Popolare di Milano (- 1,35% a 0,88 euro), Mediobanca (- 1,50% a 9,21 euro), Banca Popolare dell’Emilia Romagna (- 1,73% a 7,10 euro).

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