Settimana contrastata sulle borse internazionali

Contrasti nelle borse internazionaliÈ stata una nuova settimana particolarmente contrastata sulle borse internazionali. Colpa delle tensioni su alcuni dei fronti più caldi, e dell’incertezza che riguarda il vecchio Continente, dove a politiche mai così aleatorie, corrispondono dei dati ancora più timorosi. E così, la Borsa italiana ha vissuto un’alternanza di sedute negative e positive, con il FTSE MIB che ha faticato ad uscire nel range dei 20.400 – 20.700 punti.

A nulla, a nostro parere, varrà il rally vissuto nel fine settimana. L’incremento tecnico del venerdì, con le borse che hanno potuto godere di un incremento di tutti i principali listini di riferimento, è infatti troppo condizionato dalle preoccupazioni macroeconomiche e geopolitiche. I fronti sono quelli noti, che andiamo a ripetere da diverse settimane: le criticità tra la Russia e l’Occidente sono solamente all’inizio (forse) e non è ancora ben chiaro se a farne maggiormente le spese sarà la Russia o le nostre imprese (tutto lascia comunque propendere che a finire vittima di questa ondata di ripercussioni sia proprio il tessuto imprenditoriale nostrano). Ancora, venerdì la Gran Bretagna ha dato il via libera alle operazioni militari in Medio Oriente, per un comportamento che potrebbe acuire ulteriormente le tensioni a livello globale. In Asia, da registrarsi le tensioni ad Hong Kong, dove migliaia di manifestanti continuano a protestare, in piazza, sulle ingerenze del partito comunista cinese sull’autonomia dell’ex Città-Stato, ed ex colonia britannica.

In questo clima, ci attendiamo prossime sedute estremamente contrastanti, condizionate in particolar modo dai dati macroeconomici in corso di pubblicazione negli Stati Uniti e in Europa. Sul fronte valutario, il dollaro dovrebbe continuare ad apprezzarsi, visto e considerato che il Pil Usa ha fornito un incremento del 4,6% nel secondo trimestre dell’anno, supportando di nuovi argomenti coloro che ritengono che i tassi di interesse di riferimento della Fed siano destinati a crescere già nel primo trimestre del prossimo anno.

E in Italia? Attendendo che il Pd decida cosa fare della propria riforma del mercato del lavoro, il Tesoro ha assegnato in asta tutto ciò che aveva intenzione di stanziare: 5,5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni, con rendimenti misti. I 3 miliardi di euro di decennali sono infatti stati piazzati al 2,45%, leggermente in rialzo rispetto al 2,39% della precedente asta, mentre i 2,5 miliardi di euro di titoli a 5 anni sono stati collocati all’1,06%, leggermente in ribasso rispetto all’1,10% della precedente asta.

Leave a Reply