Settimana con chiusura all’ insegna delle vendite

La settimana, per le principali piazze finanziarie internazionali, si è chiusa all’insegna delle vendite. Ed è sempre più evidente come i mercati non riescano a reagire alla sostanziale delusione che è giunta dalla Bce sul Quantitative easing e all’incertezza dell’Opec che ha causato un crollo dei prezzi del petrolio.

Andamento settimanale della borsa italianaÈ altrettanto prevedibile che nelle prossime ore l’attenzione si concentrerà esclusivamente sulla Fed, che oltre ad alzare i tassi (80% di probabilità secondo le più recenti rilevazioni), potrebbe rinvigorire le aspettative dei mercati evidenziando la forza dell’economia americana. Per il momento, i dati già diffusi hanno ben continuato a mostrare che l’economia è vivace: le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,2% in novembre, i prezzi alla produzione per la domanda finale sono saliti dello 0,3% e l’indice di fiducia dei consumatori, nella lettura preliminare di dicembre, si è attestato a 91,8 punti.

Per il momento, però, bisogna fare i conti con quanto consuntivato. A Milano il Ftse Mib ha ceduto l’1,84% a 21.015 punti, ma in ambito europeo a far peggio sono Francoforte (-2,44%) e Londra (-2,22%). Parigi chiude invece come Milano (-1,84%), mentre Madrid è più abile – ma non tanto – a contenere le perdite (-1,51%).

Tornando a Piazza Affari, in Borsa Italiana particolarmente negativi – come era lecito attendersi – i bancari: Banca Popolare E. Romagna ha perso il 3,78%, B. Mps il 3,53%, Mediobanca il 2,15%, B. Popolare l’1,97%, Ubi B. l’1,93%, Intesa Sanpaolo l’1,5%, Unicredit lo 0,88%, Bp Milano lo 0,75%. Tra i titoli extra bancari, pesanti vendite su Terna (-2,12% a 4,61 euro), con Morgan Stanley che abbassa la raccomandazione a underweight. Delude anche Snam (-1,57% a 4,758 euro), mentre Fca cede l’1,11% a 12,48 euro.

Sul Forex, euro chiude in rialzo sotto 1,1 dollari, e si prepara ad accogliere il prevedibile upside della valuta verde post FOMC. Il petrolio è scambiato a 27,76 dollari al Brent, e a 35,63 dollari al Wti.

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