Crisi internazionali continuano a pesare sulle Borse internazionali

Settimana debole per le borse europeeNon c’è pace per le Borse internazionali, sempre più strette nella morsa dei conflitti internazionali, della crisi dell’Argentina, del rischio di deflazione in Eurozona e tanto (troppo) altro ancora.

Se vi fosse una classifica delle preoccupazioni, a vincere sarebbero probabilmente le difficoltà incontrate in Ucraina: è infatti ben noto come le sanzioni nei confronti della Russia potrebbero provocare una flessione del Pil piuttosto grave, che potrebbe diventare piuttosto drammatica se il conflitto dovesse aggravarsi (elemento che indurrebbe le istituzioni a inasprire nuovamentel e sanzioni). Con la retrocessione continentale del Pil, per l’Eurozona si aprirebbero le porte di una nuova recessione, scenario sicuramente temuto dalla Bce, che proprio da tale rischio dovrà cercare di tutelarsi nella riunione di giovedì prossimo, quando il board dell’istituto monetario dovrà cercare di comprendere se sia o meno il caso di instaurare nuove mosse di politica monetaria.

Per quanto riguarda il fronte macroeconomico internazionale, negli Stati Uniti si registra l’incremento dell’indice ISM-NY, da 60,5 punti a 68,1 punti, mentre in Portogallo lo Stato ha rotto gli indugi ed ha provveduto a salvare il Banco Espirito Santo attraverso una iniezione di capitale di quasi 4,5 miliardi di euro (gli asset tossici sono invece stati apportati all’interno di una bad bank).

Poche novità sul fronte dello spread, che rimane intorno a quota 155-160 punti, con il rendimento dei titoli decennali pari al 2,68%. In ambito valutario, l’euro rimane intorno a quota 1,3420 dollari: l’impressione è comunque che nel corso delle prossime settimane le quotazioni della valuta unica nei confronti della moneta statunitense possano perdere terreno, come d’altronde anticipato (e in parte auspicato).

Infine, per quanto concerne le materie prime, segnaliamo come le quotazioni del greggio Wti con scadenza nel mese di settembre siano scambiate a 98 dollari al barile, mentre le quotazioni Brent siano salite fino a 105 dollari. Appaiono infine in calo, pur lieve, le quotazioni dell’oro.

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