Chiusura di settimana tesa per le Borse internazionali

Contrasti nelle borse internazionaliNuova chiusura di settimana particolarmente tesa per le Borse di mezzo mondo, con Wall Street che – dopo aver raggiunto un nuovo massimo storico (l’indice Dow Jones ha sfiorato 17.830 punti) – ha poi dovuto accontentarsi di posizioni più miti, spinte al ribasso dalle quotazioni negative del petrolio, con il Wti sceso al di sotto dei 70 dollari al barile, per i minimi da quattro anni a questa parte.

Sui mercati internazionali – e in particolar modo sulle piazze finanziarie – sempre più forte è la convinzione che la Banca centrale europea potrà intervenire sui mercati mediante l’acquisto di titoli in modo massivo e sistematico, andando in tal modo a risollevare ulteriormente la domanda di debito governativo, allo scopo di comprimere ulteriormente i rendimenti dei titoli di Stato.

Gli annunci di Mario Draghi hanno in parte già prodotto i loro effetti. Gli investitori sembrano infatti convinti che nella lunga lotta intestina alla Bce, alla fine sarà la posizione del governatore a prevalere, e il falco tedesco Jens Weidmann sarà quindi costretto a ripiegare su posizioni accomodanti.

Anche per questo convincimento, lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi è tornato su quota 132-133 punti base, livelli che già si erano toccati nel corso del mese di dicembre. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si è accomodato poco sopra il 2%, per un livello minimo storico peraltro già attraversato dai “vicini” Bonos spagnoli, con rendimenti all’1,9%.

Come già accaduto in passato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approfittato congruamente di questa situazione, andando a fruire di uno scenario più favorevole nelle ultime aste dei titoli di Stato. A conferma della positiva evoluzione del costo del debito pubblico, basti considerare che mentre nel 2013 il tasso medio di emissione dei titoli di Stato è risultato essere pari al 2,08%, nel 2014 si dovrebbe poter chiudere sotto soglia 1,40 punti percentuali, con un risparmio significativo per le casse statali.

In ordine alle principali piazze finanziarie, Piazza Affari chiude la giornata di venerdì in rosso per 0,43 punti percentuali. Meglio fanno le altre concorrenti principali, con Francoforte e Londra stabili, e Parigi in incremento dello 0,12%.

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