Borse in rosso, pesano i timori sulle Banche centrali

Le Borse europee archiviano la settimana in calo, sulla scia dell’incertezza sulle prossime mosse di politica monetaria da parte delle banche centrali e, in particolar modo, della Federal Reserve e della Bank of Japan (entrambe si riuniscono il 21 settembre). E così, Milano perde il 2,43 per cento, Parigi arretra dello 0,93 per cento, Francoforte lascia sul terreno l’1,45 per cento, Londra tiene con un – 0,3 per cento.

borse in rossoPer quanto concerne quel che probabilmente accadrà la prossima settimana, difficilmente il FOMC opterà per un incremento dei tassi di riferimento della Fed, complici anche i deludenti dati macro mandati in stampa negli ultimi giorni.

Stando a quanto affermano i future sui fed funds, che sono utilizzati comunemente dagli investitori per poter scommettere sulle mosse della Fed, le probabilità di un rialzo dei tassi nel FOMC del 21 del mese sono solamente al 12 per cento, mentre per dicembre sono passate al 46 per cento, contro il precedente 53 per cento.

Come intuibile, la performance negativa della piazza milanese non è figlia del solo previsionale sulle mosse degli istituti banchieri centrali. A pesare è anche il settore bancario, con Mps ancora nel mirino degli investitori, e più volte sospesa al ribasso dopo aver toccato un nuovo minimo storico a 0,209 euro. Sul titolo pesa infatti l’incertezza sul piano di ristrutturazione e sull’aumento di capitale, dopo il cambio al vertice, con l’addio dell’ex amministratore delegato Fabrizio Viola e dell’ex presidente Massimo Tononi.

Per quanto concerne gli altri elementi utili per un’analisi dei mercati finanziari, spread intorno a 133 punti base, euro in calo a 1,1156 dollari. Sul fronte delle materie prime, il petrolio perde ancora quotazione, con i mercati che temono una ulteriore sovrapproduzione per il 2017. E così, il Wti con consegna a ottobre perde 35 centesimi a 43,5 dollari al barile, con un calo del 5 per cento su base settimanale.

In flessione anche il Brent, che perde lo 0,8 per cento a 46,2 dollari. Il prezzo dell’oro cede in una settimana l’1 per cento, posizionandosi a quota 1.314 dollari l’oncia, con gli investitori che continuano a tenere sotto controllo i passi di avvicinamento al prossimo FOMC.

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