Borse europee deboli su dati macro contrastanti

Settimana debole per le borse europeeSettimana contraddistinta da diffusa debolezza, quella appena trascorsa. La “colpa” deriva principalmente dalla persistente tensione internazionale (Ucraina e Israele sono solamente due dei punti più dolenti), e dalla pubblicazione di dati macroeconomici in particolare chiaroscuro.

A titolo di esempio, si può ricordare la pubblicazione dell’indice della fiducia delle imprese tedesche, che nel mese di luglio ha continuato a indurre segnali negativi: l’indice Ifo è infatti calato a quota 108 punti, con una brusca flessione rispetto ai precedenti 109,7 punti di giugno e ai 110,4 punti di maggio. Il dato è molto peggiore rispetto a quanto previsto dalle attese del mercato e, soprattutto, apre delle prospettive piuttosto deludenti per quanto concerne il prossimo futuro. Non solo: la valutazione negativa del dato è sufficientemente in grado di nascondere l’influsso positivo dell’indice della fiducia dei consumatori della stessa Germania, in ripresa – ad agosto – a 9 punti, contro gli 8,9 punti di luglio (è il terzo rialzo consecutivo mensile).

Tornando alle piazze finanziarie, Milano chiude la prestazione settimanale con un calo dell’FTSE MIB di 0,90 punti percentuali a 21.063 punti. Tra le performance degne di nota (negativa) spicca quella di Mediaset, con un passo indietro del 2,92%, e – tra i bancari – quella di Bper, in flessione del 3,03%. Male anche le altre Borse europee, con Londra che chiude negativa di 0,44 punti percentuali, Francoforte che cede l’1,53%, e Parigi che perde addirittura l’1,82%.

In ambito valutario, euro ai minimi sul dollaro (il passaggio a fine settimana è stato di 1,3432 contro il biglietto verde, per i livelli più bassi degli ultimi 8 mesi), mentre – sul fronte delle commodities – riscontriamo un nuovo calo dello 0,2% dell’oro (ora a 1.291,64 dollari l’oncia), e petrolio in flessione a 101,96 dollari per il barile Wti, e 107,10 dollari per il Brent, confermando dunque le principali aspettative da parte degli osservatori delle materie prime.

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